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Domanda: a che serve l'intelligenza delle "cose" inutili?

Varie ed eventuali - Manlio Cammarata - 29 marzo 2017
Le ultime rivelazioni di Wikileaks sui sistemi di spionaggio della CIA impongono una riflessione che va oltre le solite questioni sulla privacy: tutto il mondo in cui viviamo è governato da sistemi naturalmente insicuri, oltre che inutili.

Ogni giorno i media ci informano sulle fantastiche innovazioni della tecnologia e su come esse ci faranno vivere meglio. Un attimo dopo (o un attimo prima) ci raccontano storie che disegnano un quadro allarmante delle stesse tecnologie.
Ma sono due facce della stessa medaglia.

Un semplice esempio, che parte da un'esperienza personale. Tra le innovazioni più attese (da chi?) è sempre in primo piano quella delle automobili che si guidano da sole. C'è un'accesa competizione tra i big delle tecnologie, in vista di un mercato che potrebbe generare utili sensazionali e, manco a dirlo, ci farà tutti felici, oltre che più sicuri.

Naturalmente le prime applicazioni sono già disponibili. Meno di un anno fa la mia vecchia automobile ha chiesto di andare in pensione per raggiunti limiti di età. E' stata sostituita da una nipote che non è "di fascia alta" né "top di gamma". Però è piena di elettronica.

C'è un sistema di infotainment che accende la radio quando gli pare, mentre assurdi bollettini del traffico interrompono l'ascolto della musica o, peggio, le istruzioni vocali del navigatore. Il quale navigatore sceglie sempre i percorsi più trafficati, se trova la mia destinazione. Ma spesso non la trova.
Inutile studiare il libretto di istruzioni (libretto? è un tomo di 400 pagine!) e impostare le mie preferenze. Forse il sistema "intelligente" è convinto che io sia scemo e fa di testa sua.

Ma la novità più interessante è un radar intelligente che dovrebbe evitarmi di tamponare la macchina che ho davanti. Non funziona quasi mai. Qualche volta entra in azione, con una serie di assordanti bip, quando sto già frenando. Oppure "vede" un ciclista che pedala sul lato della strada o un cassonetto della spazzatura (ovviamente fermo). Se questa è la sicurezza delle future automobili a guida autonoma, stiamo freschi!

Dei telefonini (anzi, smartphone) abbiamo già parlato molte volte. La non-novità è che sono pieni di buchi della serratura attraverso i quali "la CIA ci spia". Solo la CIA?

Le più recenti rivelazioni di Wikileaks sui metodi dell'agenzia USA dovrebbero far venire i brividi a tutti quelli che usano gli apparecchi con la Mela. Ma la ditta di Cupertino replica che le vulnerabilità sono state sanate da un pezzo. Chi ha ragione?
Aspettiamo lumi dai tecnici. Una sola cosa appare certa: le cose intelligenti che l'industria ci impone di comperare sono insicure dalla nascita. In ultima analisi, sono profondamente stupide.

Gli esperti ci spiegano come migliorare la sicurezza, come proteggere la nostra sfera privata, come difenderci da incursioni nei nostri conti correnti. Già. Ma il punto è che l'industria ci convince a spendere i (pochi) soldi che abbiamo, facendo acquisti col telefonino-colabrodo mentre facciamo jogging nel parco. Non possiamo aspettare mezz'ora e farlo da casa?

La CIA, sempre secondo Wikileaks, può spiarci attraverso il televisore intelligente. Che assomiglia sempre di più all'orwelliano teleschermo di "1984". E anche attraverso il frigorifero intelligente, capace di ricordarci che dobbiamo comperare le uova.
Ma è così difficile aprire lo sportello e contare le uova rimaste?

Forse qualcuno vuole spostare l'intelligenza (per quel po' che ne abbiamo) dalla nostra testa alle cose che dobbiamo comperare. Così, sempre più stupidi, compreremo molte più cose. Cose più intelligenti di come saremo noi, felici di possederle.

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