Contro i Paesi che censurano
l'internet
14.10.99
Il Senatore Semenzato, del gruppo Verdi-L'ulivo,
ha presentato la seguente
interrogazione:
Interrogazione a risposta scritta
al ministro degli affari esteri
Premesso che
- lo sviluppo della comunicazione globale e soprattutto via Internet ha messo in
difficoltà tutti quei paesi governati da regimi autoritari;
- nel mondo sono circa quarantacinque i paesi che controllano l'accesso
adInternet dei loro cittadini ? spesso attraverso un unico provider ? in nome
della tutela del pubblico dalle "idee sovversive" o per
"garantire la sicurezza e l'unità del paese";
- per questi paesi Internet rappresenta un doppio problema: da una parte,
permette ad ogni cittadini di approfittare di una libertà di parola mai
raggiunta in quei paesi costituendo così una minaccia; dall'altra Internet,
è un fattore di crescita economica, grazie soprattutto al commercio elettronico
e allo scambio di informazioni;
- Reporters sans frontiéres ha selezionato venti paesi che controllano
parzialmente o totalmente l'accesso, operano una censura sui siti web o
perseguitano gli utenti di Internet. Questi paesi sono: l'Arabia Saudita, l'Azerbaïdjan,
il Kazakhstan, il Kirghizistan, l'Ouzbekistan, il Tadjikistan, il Turkmenistan,
la Bielorussia, la Birmania, la Cina, la Corea del Nord, Cuba, l'Iraq, l'Iran,
la Libia, la Sierra Leone, il Sudan, la Siria, la Tunisia e il Vietnam;
- Reporters sans frontiéres chiede alle Autorità di questi paesi di:
abolire il monopolio dello Stato sulla fornitura di accesso alla rete e di
cessare il controllo dei provider privati; sopprimere ogni obbligo di
registrazione degli utenti; sopprimere ogni censura per mezzo di filtri;
proteggere la confidenzialità degli scambi privati su Internet, in particolare
cessando il controllo sulla posta elettronica; interrompere ogni procedimento
penale a carico contro utenti della rete;
considerato che
- l'articolo 19 del Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici (PIDC)
stipula che "ogni persona ha diritto (...) di ricevere e diffondere
informazioni e idee di ogni tipo, senza distinzione di frontiere
(...);
- alcuni dei venti paesi selezionati da Reporters sans frontiéres hanno
ratificato il Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici (PIDC)
senza mai applicarlo;
- altri come l'Arabia Saudita, la Birmania, la Cina, Cuba, il Kazakhstan e il
Tadjikistan non hanno mai ratificato il PIDC;
si chiede di sapere
- in quali forme si intenda attivarsi nei confronti di questi paesi affinché
venga rispettata la libertà di espressione in tutte le sue forme;
- se non si ritenga opportuno condizionare la stipula di accordi internazionali
con i paesi in questione al rispetto dell'articolo 19 del PIDC.
Sen. Stefano Semenzato |